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1. Capitolo: costruito dai
Cistercensi, è il luogo più importante del monastero dopo la Chiesa;
prende il nome dalla lettura che qui i monaci facevano di un
capitulum (= capitolo) della
Regola di San Benedetto. Coi Celestini, diventa Presbiterio e parte
anteriore della Chiesa, come è tuttora.
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2. San Tommaso: per i cistercensi
è un seggio per corista; per i celestini diventa una nicchia, dedicata a
San Tommaso, forse perché collocato al lato verso quella che era l’antica chiesa.
Si
distingue, nell'iconografia agiografica, anche per l’ostensorio, in
quanto ha elaborato la dottrina eucaristica (concetto di
transustanziazione, gli inni adoro te devote e pange lingua),
oltre che per l’abito domenicano, ordine a cui apparteneva. La banda celeste
è stata forse dipinta per il titolo di “dottore angelico”.
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3. Madonna e Rosone: era il
seggio dell’abate, coi celestini reso in nicchia dedicata a S. Maria di
Ripalta. Al di sopra, non visibile nella foto presente, il rosone, con uno stemma a quattro facciate, che
ricorda i celestini e i monaci coristi. La Madonna, detta S. Maria di
Ripalta, ha un abito dorato e una corona ricollocata di recente. Ha in
braccio il bambino, come nell'iconografia classica. Il simulacro è in
legno, sicura opera del periodo celestiniano, quindi databile al XVIII
secolo, ed è stata restaurata nel 1981.
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4. Santa Caterina: seggio per
corista, divenuta coi celestini una nicchia dedicata a Santa Caterina da
Siena, forse perchè collocata al lato verso l’antico
scrittoio, luogo dove i monaci
trascrivevano gli antichi codici. S.
Caterina, dichiarata dottore della Chiesa per la sua scienza, non dovuti
a studi particolari, e per i suoi scritti che riuscirono a
contribuire in maniera determinante per l’unità la Chiesa; l'identità
della santa si contraddistingue sia per le stimmate che per la corona di
spine. Torna su |
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5. Altare
maggiore: consacrato dai Celestini.
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6. Altare
attuale: dono degli attuali proprietari.
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7.
Nicchie lato sinistro: per i monaci illuminavano il
presbiterio dal lato sud est (segue 7a ...) |
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7a. Ingresso sagrestia: ricavato
dai celestini; di fianco è stato creato quello che fu usato come bagno.
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8.
Nicchia sagrestia: in parte chiusa per il terreno esterno
all’abbazia. Torna su |
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9. Nozze di
Maria: tela dei padri celestini, rivolta verso l’antico
presbiterio forse per ricordare
l’intimo legame fra i monaci e Dio. Torna
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10. S. Anna:
tela dei padri celestini, rivolta verso le nicchie dei conversi forse
per ricordare il loro cammino di preparazione ai voti. Torna
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11. Crocifisso:
tela dei celestini, rivolta verso il corridoio del chiostro dedicato
alla preghiera e alla lavanda dei piedi settimanale forse per ricordare
la meditazione e il servizio. Al di sotto il mobile per i paramenti, ai
lati i capitelli ornati che indicavano l’accesso occidentale al
chiostro. Torna su |
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12.
Nicchie lato destro: separavano il passaggio dalla sala
Capitolare ed erano riservate ai conversi, i quali non potevano ancora
accedere ma solo osservare i monaci mentre questi leggevano meditavano
un "capitolo" (donde il nome del luogo) della Regola di San Benedetto.
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13. Base
colonna: lasciata dai Celestini per ricordare l’antica
struttura: il pavimento è forse di epoca benedettina, la colonna è
cistercense, mentre il pavimento attuale è conseguenza della
ristrutturazione celestiniana. Torna su |
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14.
Capitello con monaco: per i monaci, era quel punto del
passaggio ove l’abate assegnava
a suoi monaci il lavoro quotidiano, indicato dal monaco rappresentato
mentre lavora. Torna su |
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15.
Santa Teresa di Gesù: per i monaci, era l’accesso dal
chiostro al passaggio; i celestini hanno collocato una tela a una santa
mistica, forse per la corrispondenza con l’antica chiesa.
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16.
San Giovanni Battista: in corrispondenza con l’accesso al
passaggio, i celestini hanno collocato il Precursore, ricordando il loro
austero fondatore e collocando per collocare al di sotto il
confessionale. Torna su |
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17. Finestra:
accesso al passaggio, coi celestini forse usato dall’abate, attualmente
corridoio privato. Torna su |
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18. Pietre rettangolari a
croce: opera dei celestini per ricordare l’antica
collocazione degli accessi. Torna su |
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19. Pietra
quadrata: opera dei celestini, per ricordare limite e
profondità del corridoio orientale al chiostro.
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20. capitello ingresso
sinistro: rappresentava uno degli accessi all’antica
biblioteca; la figura umana e le tre foglie forse simboleggiano la
conoscenza geometrica e aritmetica, due
arti del quadrivio nel medioevo.
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21. Organo:
dei celestini, a canne e col mantice ad azione manuale.
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22.
Tela fuga in Egitto: opera dei celestini, a devozione della
Madonna. Torna su |
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23. Tela Annunciazione: opera dei celestini, a devozione
della Madonna. Torna su |
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24.
Finestra sopra portale: permetteva di illuminare la sala
capitolare nelle ore pomeridiane. Torna su |
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25. Fonte:
probabilmente si tratta di una fontana dell’antico monastero (parte
alta) in seguito riadattata. Torna su |
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26.
Tela Sogno di Giuseppe: opera dei celestini, a devozione
della Madonna. Torna su |
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27. capitello ingresso destro: rappresentava uno degli
accessi all’antica biblioteca; le due mani che sorreggono una sfera
forse simboleggiano la conoscenza musicale e astronomica, due
arti del quadrivio nel medioevo.
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