Contatti:

      

 

 

Clicca sui punti indicati dai numeri per individuare e accedere alle didascalie, oppure inizia a leggere sotto la piantina; cliccando sulle immagini, puoi vederne l'ingrandimento.

Pianta interrativa:

corridoio lato sud ganci per cavalli capitello foglie lobate capitello foglie carnose lapide celestini pulpito monaco passaggio cucina stemma torelli

1. corridoio chiostro lato sud: per i monaci, separavano il corridoio piccolo da quello grande del chiostro; coi celestini, come oggi, separa l’ingresso principale dall’ambiente che delimita il chiostro. Torna su

2. ganci per cavalli: creati dopo la ristrutturazione dei Celestini o, più probabilmente, dopo la confisca. Torna su

 

3. capitello refettorio con foglie a lobo: per i monaci, segnava il passaggio dall’ambiente di preghiera al lavabo, prima di accedere all’ambiente del pranzo. Torna su

4. capitello refettorio con foglie carnose: ornato con foglie carnose, segnava  l’ingresso al refettorio, ambiente quadrangolare con al di sopra due archi incrociati, come ancora si può vedere. Torna su

5. lapide celestini: al si sopra lo stemma, con una croce nera (cappuccio dei religiosi) al cui interno troviamo tre (richiama la Trinità) lingue di fuoco (richiamo allo Spirito Santo); segue il testo, per la cui traduzione e interpretazione puoi cliccare qui oppure Torna su

6. pulpito monaco lettore: l’arco ancora visibile era il posto rialzato del monaco incaricato di turno per la lettura della Scrittura mentre in silenzio si consumavano i pasti.

7. passaggio cucina: luogo dove venivano preparati i pasti, da portare sia nel refettorio dei coristi (attuale ingresso) sia in quello dei conversi (ala visibile all’esterno).

8. stemma Torelli: in alto, lo stemma di famiglia affisso subito dopo la confisca e la soppressione dell’ordine dei Celestini; dalla iscrizione sopra il pavimento, si comprende la discendenza con un'altra famiglia nobile, i Caracciolo.

 

Torna su

 

 

Sulla lapide (n. 5), si Legge:

IOSEPHO MARIO TURCO

MERITISSIMO SANSEVERENSI ABATI

QUOD RIPALTAE NEMOSORUM LATIFUNDUM

LATRONIBUS LUPIS SERPENTIBUS INFESTUM

SECULARI SACRO ANNO XIX

QUUM TOTI COELESTINORUM

ORDINI  SUMMA CURA ET VIGILANTIA PRAESSET

AB. EBORACENZI PURPURATO PRAESULE

EMPHYTEUMATE ANNUO PUBLICIS TABULIS

STATUTO POST INEXTRICABILES AMBAGES

SUIS COMPARATUM RUNCATIS STERILIBUS

DUMETIS SENTICETIS CARECTIS Q.

AD ANNO MDCCLXVI QUO

SEPTUAGENARIO MAIOR MAGNO

SUORUM MOERORE SANSEVERI DENATUS

SUMMIS LABORE INDUSTRIA IMPENSIS

AD CULTA NOVALIA PRO SUORUM COMPENDIO

TOTIUS PROVINCIAE ABUNDANTIA

NEAPOLITANAE Q. ANNONAE

SUBSIDIO REDEGERIT GRATO

COELESTINI ANIMO INSCRIPSERE

ANNO MDCCLXXIII

M.             AE.  

Reverendissimo Priore Signor Giuseppe

(rispettabilissimo maestro?) Mario Turco

Coabate dei Celestini

Ordinario (ecclesiastico)

dalle massime insegne (episcopali)

(Abate) dell’Abbazia di Santa Maria di Ripalta

Indipendente (dalla Diocesi)

Anno del Signore 1769

A Giuseppe Mario Turco

Abate di san Severo assai meritevole

che il latifondo boscoso di Ripalta

infestato da ladri, belve, serpenti,

nel sacro anno 19° del secolo (presente)

in cui, con tutto l’ordine dei celestini

che presiedeva con grande cura e vigilanza

dall’abate di Eboraco, ecclesiastico porporato (cardinale)

ottenne l’enfiteusi annuale con contratto pubblico

deciso dopo insormontabili difficoltà

insieme ai suoi sarchiatori

(rese fecondi) spineti roveti ed erbacce sterili.

Nell’anno 1766, quando

(aveva) più di 70 anni

morto a san Severo per la tristezza dei suoi (confratelli)

per il gran lavoro e l’energia spesa

nelle coltivazioni, profitto per i suoi nel riposo (annuale)

abbondante per tutta la provincia (celestiniana)

approvvigionamento (anche) per la (provincia) napoletana

messa da parte come sussidio, grato

all’animo di Celestino (fece) scrivere

nell’anno 1773

a eterna memoria

Reverendissimo Priore Signor Giuseppe

(rispettabilissimo maestro?) Mario Turco

Coabate dei Celestini

Ordinario (ecclesiastico)

dalle massime insegne (episcopali)

(Abate) dell’Abbazia di Santa Maria di Ripalta

Indipendente (dalla Diocesi)

Anno del Signore 1769

Per approfondire il testo della lapide:

Dal 14° o 15° secolo, l’abate commendatario: le abbazie vengono conferite come beneficio, cioè affidate in “commenda”, agli abati commendatari, che sono cardinali, vescovi, capitoli o anche semplici sacerdoti.

Eboraco: attuale York, in Inghilterra: il cardinale abate di York aveva ricevuto in beneficio da Roma, dopo l’abbandono dei monaci cistercensi, il feudo di Ripalta.

 

Enfiteusi: diritto reale su un fondo altrui, in base al quale il titolare (enfiteuta) gode del dominio utile sul fondo stesso, obbligandosi però a migliorarlo e pagando al proprietario un canone annuo in danaro ovvero in derrate (fonte: DEVOTO – OLI, Vocabolario illustrato della lingua italiana. Milano 1981).

 

Commenda (ecclesiastica): beneficio vacante affidato a un laico o a un titolare di un altro beneficio, i quali esercitavano l’ufficio connesso per mezzo di un chierico (Ingellis a Ripalta).

Le commende divennero poi (dopo l’abbandono dei cistercensi a Ripalta) a beneficio dei cardinali (dopo il Concilio di Trento, contro l’uso carolingio di obbligare i commendatari  di rispettare le obbligazioni feudali) e di altri ecclesiastici (ecco perché il titolo di “abate commendatario” anche a preti secolari, forse al Turco per Ripalta), fino agli inizi del XX secolo, a seguito dell’unità d’Italia.

 Contratto di commenda: tipo di contratto commerciale tra due contraenti (commendator = commendatore o creditor = creditore, e commendatarius = commendatario o tractor o debitor = debitore) dei quali il primo consegue un beneficio, un capitale (nel nostro caso, il monastero e il feudo annesso), perché lo impiegasse commercialmente e ne traesse frutti per dividerne il lucro. Furono poi sviluppate altre forme, in cui anche il commendatario investiva sue quote di capitali o profitti.

Stipulato per atto pubblico, o per scrittura privata, o anche oralmente, stabiliva (nel nostro caso è testimoniato dalla lapide) una rendita fissa annuale per il beneficiario o creditore, lasciando libero il tractor di regolarsi come meglio credesse.

È un’anticipazione di società con associazione tra capitale e lavoro.

 

 

Torna su

 

 

Qumran2.net: materiale pastorale on-line

 

 

 

 

 

Indirizzo postale: Via San Paolo, 16 - 71010 Ripalta (FG)