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Sommario interattivo:
Pianta finora ritenuta;
Pianta ipotetica ricostruita.
Pianta finora ritenuta

Legenda: 1. coro (o abside); 2. navata centrale; 3.
navate laterali; 4. cappelle laterali
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Pianta ipotetica
ricostruita
Punta il mouse sui punti per la collocazione dei luoghi;
clicca per la spiegazione.

1. La chiesa
Nelle abbazie, la chiesa è sempre il luogo più importante perché qui i monaci
recitano le loro preghiere e traggono il nutrimento spirituale per la crescita
della loro anima. La chiesa viene edificata sul lato nord del complesso
monastico, in modo da ripararlo da venti freddi di tramontana e da non impedire,
con la sua altezza, ai raggi del sole di raggiungere tutti gli altri locali
dell’abbazia. Viene edificata a croce latina, spesso a tre navate, con l’abside
rivolta a oriente e fino al Concilio di Trento è riservata solo alla comunità
monastica e in base alle sue esigenze progettata e costruita. Nella mia
ricostruzione, corrisponde ora a parte di un deposito privato.
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2. Il presbiterio
E’ la parte generalmente sopraelevata dell’abside riservata al clero officiante;
qui è situato l’altare per le celebrazioni solenni o comunitarie. Nella mia
ricostruzione, corrisponde ora a parte di un deposito privato.
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3. Le cappelle
Nelle chiese delle abbazie, a fianco dell’abside, si trovano delle piccole
cappelle, tutte provviste di altare, dove i monaci celebrano le loro messe
individuali. Il numero di queste cappelle è proporzionato al numero dei monaci
sacerdoti presenti nel monastero. Nella mia ricostruzione posso affermare che
non ve ne erano, data la pochezza dei monaci sacerdoti a Ripalta.
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4. La scala notturna
Questa è la scala che i monaci coristi usano durante la notte per scendere dal
loro dormitorio, che si trova al piano superiore, e recitare le preghiere
notturne. Sempre attraverso questa scala i monaci coristi salgono al dormitorio
dopo l’ultima preghiera della sera. Spesso si trova su questa scala la
rappresentazione di Maria con Gesù Bambino, detta anche Madonna della
Buonanotte, per il saluto che i monaci rivolgono alla Vergine al termine della
giornata. La presenza di tale scala, ora perduta, è testimoniata da una
profondità all’interno di quello che ora risulta deposito privato.
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5. La porta dei morti
Attraverso questa porta i monaci accompagnano alla sepoltura i loro confratelli
defunti: infatti il cimitero dei monaci si trova all’esterno della chiesa, nella
zona nord dei terreni abbaziali. Ritengo che tale porta sia quella sotto la
porta sovrastata da due leoni, che forse era parte dell’antica abside, poi
spostata dai Celestini durante la ristrutturazione da essi operata.
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6. La porta dei coristi
Questa porta viene usata durante il giorno dai monaci coristi per accedere alla
chiesa dal chiostro. Dovrebbe corrispondere a uno dei due ingressi a sinistra
del portale dell’attuale chiesa.
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7. La porta dei conversi
I conversi, che hanno un’ala del monastero a loro riservata, accedono alla
chiesa attraverso questa porta situata nella prima campata. Essa corrisponde
oggi a un ingresso in appartamenti privati.
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8. Il
coro dei coristi
Nella seconda metà della navata centrale, quella prossima all’altare, e
addossato ai pilastri, veniva posto il coro dei monaci, una struttura lignea
composta da una o più file di stalli. Qui ogni monaco corista prendeva posto per
partecipare alle celebrazioni e recitare le preghiere leggendole su un libro,
manoscritto e miniato dai monaci stessi, che veniva posto al centro del coro, a
uguale distanza dagli stalli. Per questo motivo i libri liturgici prodotti dagli
amanuensi erano di grandi dimensioni, così che potevano essere letti anche ad
alcuni metri di distanza. Corrisponde ora ad appartamenti privati.
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9. Il
banco degli infermi
In questo luogo sedevano i monaci anziani o ammalati che da qui seguivano le
varie celebrazioni liturgiche. I conversi infermi trovavano posto nei banchi a
loro riservati e addossati alla controfacciata. Dopo secoli di abbandono, è
stato probabilmente derubato, o perduto, o mai costruito.
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10. Il coro dei conversi
Nella prima metà della navata centrale, quella prossima alla controfacciata, e
addossato ai pilastri veniva posto il coro dei conversi, una struttura lignea
composta da una o più file di stalli, dove ogni monaco prendeva posto per
partecipare alle celebrazioni e recitare le preghiere che con il tempo aveva
imparato a memoria. Dopo secoli di abbandono, è stato probabilmente derubato,
o perduto. Torna su
11. Il
narcete
Nelle antiche chiese dell’inizio del cristianesimo questa era la parte riservata
a quelle persone che si avvicinavano alla fede, ma non avevano ancora ricevuto
il Battesimo. Questa struttura è rimasta, anche se con il tempo ha cambiato la
sua funzione e la sua struttura. Nelle chiese abbaziali spesso si presenta come
un piccolo portico addossato alla facciata sotto il quale si apre la porta di
ingresso. Quest’ultima era piccola e a volte addirittura mancava perché queste
chiese, fino alla riforma del Concilio di Trento, erano riservate ai monaci e
non aperte ai fedeli. Ecco perché, nel luogo che ritengo essere la facciata,
manca l’ingresso, proprio perché non riservato ai fedeli e per questo vi è solo
una nicchia per illuminarla nelle ore pomeridiane.
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12. La
sacrestia
Questo locale ha cominciato ad essere presente nelle abbazie solo quando la
liturgia ha iniziato a prevedere i paramenti liturgici di colore diverso, in
relazione al periodo dell’anno. Inizialmente, infatti, i monaci si vestivano per
la Messa all’interno delle cappelle laterali, dove erano anche conservati i
paramenti. Ritengo che l’attuale sagrestia sia, nella parte rivolta alla
nicchia, quella originaria; nella parte rivolta a ovest, verso i due capitelli
ornati, un prolungamento fatto dai Celestini, i quali hanno creato per questo un
nuovo accesso dall’altro lato e chiuso quello esistente, e in parte visibile in
un luogo che ora è deposito privato.
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13. Il chiostro
Il chiostro è il giardino interno del monastero, circondato da quattro corridoi.
Il suo nome deriva dal latino "claustrum" che significa chiuso. Infatti il
chiostro non ha sbocchi verso l’esterno e comunica solo con il cielo per
ricordare al monaco l’unico motivo della sua vita: avere la mente fissa in Dio.
Il chiostro è il cuore del monastero perché è il centro della vita dei monaci:
qui si trovano prima e dopo il lavoro, meditano, ascoltano alla fine della
giornata la lettura spirituale, fanno le processioni nei giorni di festa
solenne. Tutti i locali del monastero sono collegati con il chiostro. I suoi
quattro lati, disposti ognuno secondo un punto cardinale, oltre che ospitare i
luoghi della vita comune, richiamano le quattro virtù dei monaci: disprezzo di
sé, disprezzo del mondo, amore del prossimo, amore di Dio. Il lato nord è quello
che ricorda al monaco la virtù dell’amore di Dio: guarda a mezzogiorno, dove il
sole è più alto e splendente, ed è il lato riservato alla preghiera. Il lato est
è il lato della virtù del disprezzo di sé e guarda al tramonto, al sole che
cala; qui si trovano gli ambienti che ricordano al monaco di non chiudersi in
sé, confidando solo sulle proprie forze. Il lato sud ricorda al monaco la virtù
del disprezzo del mondo e guarda alla notte. Il lato ovest è il lato della virtù
dell’amore del prossimo e guarda all’alba, al sole che sorge; qui si fa la
carità ai pellegrini, ai malati, ai poveri. Ritengo che l’attuale chiostro
sia solo parte dell’antico cistercense; la pagina che ho dedicato al chiostro
illustra meglio la mia tesi.
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14. Il mandatum
Viene così chiamato il lato nord del chiostro perché qui si svolge ogni sabato
il rito della lavanda dei piedi, nel quale l’abate lava i piedi ai monaci per
ricordare il gesto di Cristo nei confronti dei suoi apostoli durante l’Ultima
Cena, quando assegnò loro il mandatum, cioè il comandamento nuovo di amarsi gli
uni gli altri come lui li aveva amati. In questo lato del chiostro, dove il sole
batte per più ore al giorno, si trovano anche i sedili sui quali i monaci
sostano per ascoltare la lettura spirituale prima dell’ultima preghiera della
sera e in questo corridoio passeggiano durante la preghiera personale.
L’attuale collocazione è secondo me da definirsi in un locale, ora privato, ove
forse i Celestini hanno voluto lasciarne traccia in una nicchia murata visibile
frontalmente.
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15. Il lavabo
Nel lato sud del chiostro, in prossimità del refettorio dei coristi, si trova il
lavabo, dove i monaci possono lavarsi la mattina, prima dei pasti e prima di
andare in chiesa. Spesso è coperto per riparare i monaci durante i giorni di
cattivo tempo. L’acqua, opportunamente incanalata, giunge qui dal corso d’acqua
che scorre nei pressi dell’abbazia e che alimenta anche la cucina e i servizi.
La posizione del lavabo non è centrale rispetto al chiostro, ma rispetto alla
costruzione dell’intero monastero perché questa fonte d’acqua ricordi sempre al
monaco il centro della sua vita: Cristo, fonte d’acqua viva. I Celestini
hanno voluto ricordarne la presenza attraverso una pietra ora visibile accanto
al pozzo.
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16.L’armarium
E’ un piccolo locale, a volte una semplice rientranza, nel quale vengono
conservati i libri che i monaci usano giornalmente per le loro preghiere, come
quelli per la Lectio Divina e per la lettura spirituale, e per questo motivo si
trova proprio vicino all’ingresso della chiesa. Se il monastero è di piccole
dimensioni, questo luogo funge da biblioteca. Il luogo corrisponde, secondo
la mia ipotesi, all’attuale ingresso della Chiesa.
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17. La sala capitolare
Qui i monaci si riuniscono ogni giorno per la lettura di un capitolo della
Regola di S.Benedetto: da questo il nome di sala capitolare. Sempre qui i monaci
si riuniscono per ascoltare il Martirologio, prendono le decisioni importanti
per la comunità, eleggono gli abati, accolgono i candidati alla vita monastica e
danno l’estremo saluto ai defunti. La sala capitolare è, quindi, per la vita del
monaco, il locale più importante dopo la chiesa. Per entrare nella sala
capitolare i monaci scendono alcuni gradini in segno di umiltà, visto che qui i
religiosi si autoaccusano davanti ai confratelli delle proprie mancanze nei
confronti della Regola e l’abate assegna le punizioni. Il sedile dell’abate è al
centro della parete orientale, mentre gli altri monaci trovano posto sul sedile
in muratura che corre lungo le pareti. Sulla parete occidentale, quella che si
apre sul chiostro, ci sono delle finestre, alle quali si affacciano i conversi
per assistere alle riunioni, visto che essi non hanno diritto di accesso alla
sala. L’attuale sala, secondo la mia ricostruzione, corrisponde alla parte
anteriore della Chiesa voluta dai Celestini, distinta dal resto per la presenza
dei sei archi che in alto incrociano su uno stemma raffigurante forse una
colomba, simbolo dello Spirito Santo.
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18. La scala diurna
Attraverso questa scala i monaci coristi hanno accesso al loro dormitorio,
ambiente che occupa tutto il piano superiore del lato est e al quale si accede
anche dal transetto destro della chiesa. Il dormitorio è costituito da un unico
vasto locale dove i monaci dormono in comune, a volte separati da pannelli
divisori; ha finestre piccole e rare per fare in modo che il freddo dell’inverno
non penetri eccessivamente. Oggi dovrebbe corrispondere a quella che è una
finestra dell’appartamento privato che affaccia in chiesa.
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19. Il passaggio
Questo stretto corridoio è usato come passaggio dal chiostro ai terreni
orientali interni dell’abbazia. Qui, inoltre, il priore assegna ai monaci il
lavoro del giorno e, in caso di necessità, si può conversare con i confratelli e
con i superiori; per questo motivo è noto anche come parlatorio. Il capitello
col monaco che sorregge un peso testimonia l’ingresso a tale passaggio.
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20. Lo
scriptorium
Al suo interno i monaci coristi svolgono i lavori che nei periodi di cattivo
tempo non possono essere compiuti all’aperto. Serve anche come sala di studio e
di trascrizione dei manoscritti, perciò detta anche scriptorium. Ritengo che
corrisponda ora a un locale privato, anche per la corrispondenza, al piano
superiore dell’edificio, dell’ornamento sull’incrocio degli archi, che forse fu
l’appartamento dell’abate Turco e, successivamente, sicuramente del principe
Torelli. Torna su
21.Il
calefactorium
Il calefactorium, a parte la cucina e l’infermeria, è il solo locale del
monastero che viene riscaldato. Ha un grande camino e qui viene custodito il
fuoco per la liturgia, per la cucina, per l’infermeria, per le torce. Qui i
monaci possono passare per riscaldarsi prima del riposo notturno e gli amanuensi
preparano gli inchiostri e i colori per le miniature. Posso ritenere che tale
luogo sia oggi in parte visibile dall’esterno, in parte originario (pietra) e in
parte ricostruito (mattoni) dai celestini.
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22. Il
refettorio dei coristi
E’ il locale nel quale i monaci consumano in silenzio i pasti, mentre vengono
letti passi della Sacra Scrittura o dei libri spirituali. Lungo una delle pareti
longitudinali è prevista la presenza di un pulpito dove il monaco incaricato
sale a leggere, secondo dei turni settimanali. Nei primi monasteri il refettorio
è parallelo al lato sud, ma in seguito viene costruito perpendicolarmente per
fare in modo che, in caso di necessità, cioè se il numero dei monaci aumenta di
molto, si possa provvedere al suo allungamento. La corrispondenza del luogo è
da ricercarsi all’ingresso attuale: quattro archi incrocianti con fregio
scolpito, ingresso al lato opposto, ove si trovano i capitelli con foglie
carnose, mentre l’arco visibile in alto, di fronte alla lapide, poteva ritenersi
il pulpito. Torna su
23. La
cucina
In questo ambiente vengono preparati i pasti per i monaci coristi e conversi. E’
spesso un ambiente di forma quadrata e di dimensioni modeste che comunica,
attraverso due passavivande, con il refettorio dei coristi da un lato e dei
conversi dall’altro. Vi possono accedere solo i cucinieri designati dall’abate
e, in casi eccezionali, come ad esempio quando il calefactorium è spento, anche
gli amanuensi. Ritengo che questo locale sia oggi corrispondente a un
deposito ora privato, il cui accesso è visibile a lato dell’attuale ingresso.
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24. Il
refettorio dei conversi
I conversi hanno un’ala del monastero a loro riservata che inizia dal
refettorio, il locale nel quale consumano in silenzio i pasti. Questo locale
corrisponde oggi agli edifici con primo piano attiguo alla parte occidentale
dell’antico monastero, ora case private.
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25.L’ingresso
Il piccolo corridoio che separa il refettorio dei conversi dal dispensarium
costituiva spesso l’ingresso al monastero. Tale ingresso potrebbe
corrispondere all’arco esterno visibile fuori dalla struttura.
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26. Il dispensarium
Il dispensarium è il vasto locale al piano terra dell’ala ovest del monastero
che serve come sala di lavoro per i conversi e come magazzino. Al piano
inferiore si trovano anche la foresteria, il locale per l’accoglienza dei
forestieri e dei pellegrini, e l’infermeria per i monaci, che serve anche come
ospedale per i poveri. Al piano superiore si trova il dormitorio dei conversi.
Fanno parte degli edifici dell’abbazia anche costruzioni staccate come il forno,
il mulino, i lavatoi, le stalle, le scuderie, i locali per la lavorazione dei
formaggi e del vino, le cantine e le Grancie. Questi locali dovrebbero
corrispondere ad appartamenti ora privati.
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27. Il
passaggio dei conversi
E’ lo stretto corridoio che separa dal resto del monastero i locali riservati ai
conversi e permette a questi ultimi l’accesso alla chiesa. Tale passaggio è
ora visibile in un appartamento ora privato.
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28. Latrine
I corsi d’acqua, fiume, torrente, sorgente, adiacenti al monastero vengono
incanalati e deviati in maniera tale non solo da portare acqua al pozzo del
chiostro e da lambire le future cucine, ma anche per garantire la pulizia delle
latrine. Nel caso di Ripalta, dovrebbe corrispondere a quel locale definito
“sezione”. Torna su
29. Latrine
In questo caso, forse non fu mai costruita data la piccolezza del monastero,
oppure è stata perduta dopo il terremoto del 1627.
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30. Abside
Secondo una mia ipotesi, essa è stata irrimediabilmente perduta: i Celestini
ne hanno voluto testimoniare la presenza, come anche quella dell’antico
parlatoio, nel dipinto ancora visibile all’esterno. Non potendo ricostruire
hanno raffigurato l’antico due monaci che parlano (in basso a sinistra) per il
parlatoio, e uno che guarda in alto (in alto a destra) per l’abside.
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